Il progetto, chi lo realizza, chi paga davvero, cosa viene distrutto e perché ci opponiamo. Una visione d'insieme della vicenda.
Non siamo contro il cambiamento e non vogliamo che «tutto resti così». Siamo contro questo progetto, per ragioni concrete e documentate. Ecco, in concetti, perché diciamo no.
Un albero adulto non è un arredo da staccare e riattaccare. Ombra, raffrescamento, assorbimento di polveri e CO₂ esistono perché quell'albero sta lì, con decenni di radici in quel suolo. Il «trapianto» promesso ha probabilità di riuscita minime secondo gli agronomi, comporta costi non previsti nel quadro economico e un esito tutt'altro che garantito.
Partiti da circa 5 milioni, siamo oggi quasi al doppio — e la spesa continua a lievitare con le «novità» annunciate. Un'opera che cresce di continuo nei costi a fronte di benefici minimi per la città.
Per 21 anni la gestione della sosta dell'intera città finisce a un privato, con un vincolo di esclusiva nel raggio di 1,5 km. Se domani il Comune volesse pedonalizzare una strada o ampliare la sosta libera, dovrebbe compensare il concessionario. La mobilità di tutta Monterotondo resta ipotecata da una firma del 2023.
Documenti copiati da altri progetti — lo studio idrologico è ripreso da un impianto della Tuscia — elaborati senza firma né data, quote della falda diverse da un documento all'altro. Non impressioni, ma 32 criticità puntuali e documentate, carta alla mano.
Non è «il parcheggio del centro storico»: restituisce pochissimi posti netti e concentrare le auto in una piazza centrale richiama traffico invece di allontanarlo. Un progetto nato vecchio dieci anni fa, in rotta con le norme europee su consumo di suolo e permeabilità.
Non chiediamo che nulla si tocchi: chiediamo il vero recupero di quella piazza, con un processo partecipato e un restauro conservativo. Nel Comitato ci sono architetti, urbanisti, agronomi e ingegneri: è un impegno scritto nel nostro statuto.
Il parcheggio non verrà realizzato direttamente dal Comune. La gestione è affidata ad AJ Mobilità (Spoleto), società privata che in cambio ottiene la gestione e la rimodulazione della sosta a pagamento sull'intero territorio comunale, con posti che potrebbero arrivare fino a circa 1.500 stalli.
Questo significa che tu, cittadino, ti troverai a pagare il parchimetro anche in zone molto lontane dall'opera — come allo Scalo — dove oggi parcheggi gratis. Per finanziare un'opera che non hai chiesto.
Paghi due volte: prima con gli alberi, poi col portafoglio. A una società privata di un'altra città.

La società privata finanzia da sola la costruzione. Sembra un affare per la città. Ma la contropartita è enorme.
Ottiene la gestione e la rimodulazione di tutte le aree di sosta a pagamento, con posti che potrebbero arrivare fino a circa 1.500 stalli in tutta la città.
Il profitto viene dalle tasche di chiunque parcheggi — anche allo Scalo, dove oggi si parcheggia gratis.
📍 Esempio concreto: se oggi parcheggi gratis allo Scalo, da domani pagherai il parchimetro. Non perché il tuo quartiere abbia ricevuto qualcosa, ma per finanziare un parcheggio nel centro storico che distrugge 24 alberi.
È giusto chiedersi se sia corretto scaricare sulle famiglie di tutto il territorio il costo di un'opera che distrugge un bene comune.
Nel corso degli anni il costo dell'intervento è cresciuto in modo significativo. Nel frattempo sono emerse numerose criticità tecniche, procedurali ed economiche.
Noi non chiediamo di fermare la città. Chiediamo che prima di sacrificare un patrimonio unico vengano chiariti tutti gli aspetti economici e progettuali.
Vedi i documenti ufficiali →
Sono il principale presidio ambientale del centro storico. Proteggono dal caldo, assorbono anidride carbonica, filtrano gli inquinanti, creano ombra.
Sono parte della storia e dell'identità di Monterotondo. Alcune di queste piante hanno decenni di vita. Non si sostituiscono dall'oggi al domani.
L'abbattimento degli alberi esistenti comporterebbe una perdita di circa il 77% del valore ecosistemico oggi garantito dalla piazza. Un albero adulto non si sostituisce con una giovane pianta.
Quando questo progetto è stato concepito, molte delle priorità che oggi guidano le politiche urbane europee non esistevano. Oggi le città europee investono milioni di euro per aumentare il patrimonio arboreo.
La democrazia
non è un assegno
in bianco.
Come è possibile che, alla luce della normativa attuale — nazionale ed europea — si possa ancora pensare di realizzare un'opera che prevede l'abbattimento di decine di alberi adulti nel centro storico?
Come è possibile che un progetto di questa natura non sia stato condiviso in maniera trasparente con la cittadinanza? Che non sia stato spiegato chi lo avrebbe pagato, per quanti anni?
Non basta dire "era nel programma elettorale". Vincere un'elezione non autorizza a prendere decisioni irreversibili su un patrimonio comune senza confrontarsi con chi ci vive.
Le scelte irreversibili richiedono risposte.
Invece molti cittadini hanno scoperto i dettagli del progetto soltanto grazie al lavoro di volontari e tecnici che hanno analizzato centinaia di pagine di documentazione.
Una città migliore nasce dalla partecipazione. Non dai fatti compiuti.
Salvaguardare il patrimonio arboreo esistente
Valutare alternative progettuali meno impattanti
Verificare la sostenibilità economica dell'intervento
Garantire la massima trasparenza sui documenti
Coinvolgere realmente la cittadinanza nelle scelte
Costruire una piazza all'altezza delle sfide ambientali del XXI secolo
Più saremo, più sarà
difficile ignorare
la voce della città.
Aderisci al Comitato, firma la petizione, condividi con chi conosci.