Articoli, reportage e interviste sulla vicenda del parcheggio interrato di Piazza della Libertà. Come i media hanno raccontato la nostra battaglia.
Il servizio racconta la manifestazione cittadina «Porta il tuo cuore al centro» del 19 settembre e ricostruisce mesi di mobilitazione: flash mob, banchetti, l'assemblea pubblica e i due esposti alla Procura di Tivoli e all'ANAC. Ricorda anche che, prima dell'evento, chiunque può «adottare» uno dei 24 alberi della piazza e diventarne custode.
Un quadro completo della vicenda: il progetto di parcheggio interrato affidato in project financing ad AJ Mobilità, l'investimento passato da circa 5 a quasi 10 milioni, lo scavo e la soletta impermeabile sul 71% della piazza e l'abbattimento dei 24 alberi. L'articolo racconta la mobilitazione dei cittadini — i flash mob, le circa cinquemila firme, la nascita del Comitato e la diffida di Italia Nostra e Centro Storico in Movimento.
La battaglia per Bosco Ospizio a Reggio Emilia — ormai conosciuta in tutta Italia — incontra quella per Piazza della Libertà a Monterotondo. Pressenza mette a confronto le due mobilitazioni: cittadini che si organizzano per difendere alberi, territorio e interesse pubblico contro scelte che sacrificano il bene comune. Mettere la nostra città accanto a una battaglia così conosciuta aiuta a comprendere la portata di quello che sta succedendo a Monterotondo.
Le contraddizioni tra le rassicurazioni dell'assemblea del 21 luglio e gli atti: nel progetto definitivo (Relazione Agronomica GE.040) non esiste alcun progetto di trapianto, ma solo la rimozione dei 22 alberi e la sostituzione con 31 essenze a sviluppo ridotto. L'unica voce economica (NP021) vale 60.399,86 €, contro un costo reale del trapianto stimato oltre 1,4 milioni. Con la nuova perizia dell'agronomo Bracci e le 12 richieste alla Conferenza dei Servizi.
Dagli elaborati ufficiali emerge un edificio in acciaio e vetro alto quasi 16 metri — l'equivalente di quattro piani — all'ingresso del borgo antico, al posto della Pro Loco. Con la cancellazione dei 24 alberi storici, una spianata impermeabile in gres e circa 1.500 strisce blu affidate ai privati per 21 anni. E la mobilitazione che continua anche ad agosto.
Circa cinquemila firme raccolte dal Comitato per fermare il parcheggio interrato da 160 posti. Il Comune esclude gli abbattimenti e assicura espianto e reimpianto degli alberi con una riuscita stimata oltre il 90%, percentuale che per l'associazione Centro Storico in Movimento sarebbe invece inferiore al 30%; contestate anche le nuove piantumazioni in vasche alte 60 cm, il costo del project financing salito verso i 10 milioni e le tariffe fino a 2 euro l'ora con le strisce blu portate a 1.500.
La testata nazionale ricostruisce l'intera vicenda: 24 alberi ad alto fusto a rischio, il project financing con 21 anni di concessione e un ricavo previsto di circa 30 milioni, fino a 1.500 stalli a pagamento, gli 8 euro riconosciuti al privato per ogni multa, la diffida al Comune e l'esposto all'ANAC, con le repliche del sindaco Varone.
Il resoconto del secondo incontro pubblico del 21 luglio tra Amministrazione e cittadinanza: le contestazioni di Gianluca Pirozzi, le slide del progetto realizzate «con l'AI», il project financing raddoppiato a oltre 10 milioni, i 1.500 stalli a pagamento per 21 anni e i quattro quesiti alla giunta. Perché la partecipazione è democrazia.
Il resoconto dell'incontro pubblico al Parco del Cigno: il portavoce del Comitato, con ingegneri e tecnici, replica al sindaco Varone carte alla mano — nove criticità, i 24 alberi secolari sostituiti da «alberelli in vasca», il finto bosco di compensazione e i costi che ricadono sui cittadini.
Il quotidiano apre la prima pagina con "Mobilitazione contro il taglio degli alberi" e dedica il servizio completo di Matteo Torrioli a pagina 8: centinaia di cittadini, «da poche decine a centinaia», si sono ritrovati in piazza della Libertà per formare un grande cuore rosso e chiedere al Sindaco e a tutta l'Amministrazione di fermare il progetto e ripensarci finché si è in tempo.
Un quadro dettagliato dell'intera vicenda: il project financing e la concessione di 21 anni, oltre 30 milioni di costi per la collettività, l'estensione delle strisce blu fino a quasi 2.000 stalli (stazione dello Scalo compresa), l'abbattimento degli alberi monumentali, i rischi ambientali e gli esposti alla Procura e all'ANAC.
La cronaca di Roma del Corriere della Sera racconta la protesta dei cittadini riuniti nel comitato «Salviamo piazza della Libertà» e il flash mob dell'8 luglio: 24 alberi a rischio, la perdita del 77% del valore ecosistemico, il project financing di AJ Mobilità e la rimodulazione della sosta a pagamento fino a circa 1.500 stalli.
Nella sua rubrica «Cose Preziose», Loredana Lipperini cita Monterotondo tra gli esempi dell'emergenza climatica rimossa dal dibattito pubblico: «il Comitato Piazza della Libertà protesta per la costruzione di un parcheggio interrato nel cuore del borgo, che prevede lo scavo del 71% dell'intera area con lo sradicamento e l'abbattimento totale di 24 alberi, di cui alcuni storici».
Ampio reportage sulla vicenda di Piazza della Libertà e sul flash mob "Gli alberi vivono, ascolta il loro battito": i 24 alberi monumentali a rischio, il progetto VAR10, i costi raddoppiati e la mobilitazione dei cittadini vestiti di rosso.
La Relazione Idrologica conterrebbe parametri riferiti a un impianto eolico a Tuscania anziché a Monterotondo; emergono dubbi sulla resistenza all'incendio (REI 60) di parti dell'edificio commerciale, sull'abbattimento di 24 alberi maturi e sulla contaminazione del suolo, con superamenti di arsenico e idrocarburi e costi di smaltimento fortemente sottostimati.
Entra nel vivo la battaglia contro il progetto. A realizzarlo sarà una società privata che in cambio gestirà per 30 anni tutte le soste a pagamento dell'intero territorio comunale. L'Associazione Centro Storico in Movimento annuncia la costituzione del Comitato cittadino.
Interessi economici, procedure amministrative opache e una resistenza civica che non si arrende. Reportage dettagliato di Italia Nostra e ACSM su VAR10, il silenzio-assenso e l'esposto alla Procura.
Il primo allarme pubblico di Italia Nostra – Sezione Aniene: i rischi del Piano della Mobilità per il centro storico di Monterotondo. Più traffico, meno verde, rischio idrogeologico.